Cari fratelli,

ho il cuore dilaniato dal grandissimo dolore, per tutte le terribili atrocità che di giorno in giorno si stanno consumando, in Siria, Iraq, Gaza. In Siria, in questi anni di guerra, per mano dei ribelli islamici di Al Qaida, interi villaggi cristiani come Ma’lula, Seydnaya, sono stati rasi al suolo, Santuari simbolo della cristianità, e patrimonio dell’umanità, distrutti.

Nelle città come Aleppo, Homs, Damasco, nei cui quartieri si combatte ancora ogni giorno, e ogni giorno i cristiani vivono sulla loro pelle, per mano dei terroristi islamici, il dolore delle persecuzioni, delle torture, della morte.

Ad aggravare la pesante situazione dei nostri fratelli, si aggiunge la piaga della fame e delle malattie infettive, che tocca soprattutto le fasce più deboli, cioè bambini e anziani.
In quasi tre anni di guerra sono morte 170.000 persone, nello scorso week end 700 persone sono state uccise nel più assoluto silenzio da parte dei mass media, e più di due milioni sono gli sfollati.
La Siria oggi è un paese che va sempre più in rovina.
La sete di potere, l’avidità e soprattutto il fanatismo dei ribelli jihadisti dell’Isis hanno oltrepassato i confini siriani, continuando la loro terribile avanzata, di devastazione e orrore in Iraq.
L’antica città di Mosul dove i cristiani erano presenti da secoli, è diventata un luogo di desolazione, dolore e pianto, infatti i terroristi jihadisti hanno diretto la loro furia fanatica contro i cristiani considerati “infedeli”.

Hanno perseguitato, torturato e ucciso,tagliando teste e crocifiggendo nella pubblica piazza, tutti coloro che hanno rifiutato di convertirsi all’islam, e alle ultime famiglie cristiane sopravvissute dopo l’ultimatum dei fanatici dell’Isis, (le cui case sono state segnate con la “N” di nazareno, termine infamante con cui sono designati i cristiani nel Corano, perché saranno rase al suolo), li hanno spogliati di tutti i loro averi, costringendole ad abbandonare la loro casa e la loro terra.

E per la prima volta dopo secoli a Mosul non è rimasto più nessun cristiano.
La follia di questi esaltati jihadisti non è finita, infatti uno ad uno hanno abbattuto monumenti religiosi e luoghi di culto cristiani.
I terroristi hanno distrutto la moschea dove era collocata la tomba del profeta Giona perché considerato luogo di “apostasia”, hanno fatto saltare in aria il Mausoleo di San Giorgio, hanno distrutto la tomba di Seth (figlio di Adamo ed Eva), dal quale narra la Bibbia discende tutta l’umanità, in tutto sono trenta i mausolei i monumenti religiosi e le moschee già distrutti dai ribelli islamici. I jihadisti dell’Isis si sono impadroniti di Mosul e di vasti territori al nord dell’Iraq e di quelli della Siria, proclamando un califfato islamico.

Per gli atroci ed efferati crimini perpetrati dai jihadisti dell’Isis dovrebbero essere condannati per crimini di guerra e contro l’umanità.
Varie sono gli appelli da parte del patriarca caldeo di Baghdad, del patriarca della Chiesa siro-ortodosso, affinché la comunità internazionale non abbandoni i cristiani.
Difatti, questa carneficina, avviene nell’indifferenza totale dei paesi occidentali, e questo è un segnale allarmante d’impotenza e forse d’indolenza.
Lo “scandalo” della croce a cui inchiodarono Gesù, il cui eco dopo duemila anni ci ricorda l’estremo sacrificio che Lui ha fatto per amore del suo popolo, per amore di ognuno di noi. Eppure oggi in Siria ed Iraq ogni giorno appendono alla croce i nostri fratelli perseguitati, malgrado ciò tutto passa inosservato, suscitando in noi pena e pietà passeggere.

L’indifferenza dei paesi occidentali per quanto sta avvenendo nel vicino medio oriente è un segnale allarmante.
Intanto il numero di cristiani trucidati barbaramente, aumenta ogni giorno, e non sono solo stime e numeri, ma si tratta di persone, e dietro ognuna di loro c’è una storia, una vita che gli è stata tolta, da “bestie immonde” guidate dalle forze del male, e dallo smisurato senso di ricchezza e potere.

Un altro eccidio si sta perpetrando nella striscia di Gaza.
I missili israeliani, per distruggere i tunnel scavati da “hamas”, hanno colpito obiettivi civili, tra cui un ospedale, siamo al 24esimo giorno di guerra, e già si contano 1400 morti, la maggior parte dei quali bambini, e 300mila sfollati, che cercano rifugio lontano dalla loro terra.

Altro sangue innocente scorre in Terrasanta.
Oggi nel terzo millennio la nostra Chiesa è una Chiesa dei martiri, dei cristiani perseguitati per la loro fede.
"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me".
Dio benedica i pensieri del vostro cuore.

Padre Nader Jbeil
Presidente Associazione Onlus“Buon Pastore”

Un grande ringraziamento a chi ha già dato un contributo
e un invito a proseguire nell’opera di sostegno a padre Nader

WECARE onlus
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Specificando per Cristiani Siriani
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