Il luglio più piovoso dal 1899 «Valori simili solo in ottobre»

Tredici giorni di pioggia su trentuno. Un diluvio continuo che ha riversato a terra quasi 32 centimetri d’acqua. Questo mese ha segnato tutti i record meteorologici dell’ultimo secolo: dal 1899 a oggi, da quando l’Osservatorio Milano Duomo ha cominciato ad archiviare le sue misurazioni, non c’è mai stato un luglio altrettanto «bagnato». E il primato molto probabilmente resiste anche a date anteriori: dal 1763, anno in cui sono cominciate le rilevazioni meteo a Milano, non si ricordano estati così umide. Perlomeno a memoria di meteorologo: «Trenta centimetri d’acqua a luglio sono sorprendenti», dice Maurizio Maugeri, professore di Fisica in Statale ed esperto del clima cittadino. E volendo andare ancora indietro, un luglio come questo potrebbe esserci stato nel periodo storico conosciuto come la «piccola era glaciale», tra il Quattrocento e l’inizio dell’Ottocento. È impossibile stabilirlo con esattezza, perché all’epoca nessuno rilevava le precipitazioni. «Ma in quel periodo ci furono diverse ondate di estati fredde, quindi molto probabilmente anche piovose», spiega il professore.

Tornando ai valori registrati, più di 300 millimetri di pioggia al mese sono stati riscontrati solo in pieno autunno. Per esempio nell’ottobre 1907, 1953 e 1976. Anche il numero di giorni con precipitazioni è da record: solo nel luglio del 1932 ci sono state più giornate di pioggia, 15, ma con un totale di millimetri d’acqua molto più basso (153,5). «Un luglio così è una vera anomalia – spiegano dall’Osservatorio Milano Duomo -. Il record precedente era stato raggiunto nel 1949, con 232,9 millimetri d’acqua. Ma quest’anno siamo molto oltre». E anche molto sopra la media: il valore di pioggia standard in luglio è 73,5 millimetri. Superato di quattro volte.Come mai? Colpa dell’anticiclone delle Azzorre, l’area di alta pressione tropicale che di solito garantisce il bel tempo nel Nord Italia. «Quest’anno l’anticiclone è più debole e lontano, perciò non protegge la pianura Padana dalle perturbazioni», ragionano dall’Osservatorio. Ad aggravare la situazione ci si è messa la temperatura: «Non appena esce il sole l’aria si scalda, creando una cappa umida attorno alla città. Così, quando sopraggiungono i fronti di aria fredda, scatta subito il temporale». Il classico rovescio estivo. Però ripetuto per diversi giorni. Il risultato sono «bombe d’acqua» concentrate in poche ore. Che oltre a cancellare le prenotazioni dei turisti (con danni da 150 milioni di euro, secondo la stima della Camera di commercio).

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